Osteria

Amice mieie, magnammo e vevimmo,
fino a che nc'e stà uoglio a la lucerna!
Chissą si all'auto munno 'nc'e vedimmo, chissą si all'auto munno 'nc'e taverna!

( ANONIMO DEL XVI SEC. )

L'Osteria è inserita nel borgo medioevale di Mercogliano, concesso in feudo nel 1224 dall'imperatore Federico II ai monaci di Montevergine, cui si accede attraverso una fitta rete di viuzze e scalinate dopo aver varcato l'antica porta dei Santi, risalente all'XI Sec., sulla cui arcata sono visibili i resti di un affresco raffigurante i santi Fiorentino, Flaviano e Modestino.

Il locale, ricavato dalla ristrutturazione di due antiche grotti adiacenti appartenenti ad un insediamento rupestre di Mercurianum del VI sec.d.C., si presenta come un luogo ameno, sobrio ed elegante al tempo stesso con una raffinata accuratezza dei dettagli: dalla conservazione della pietra viva della parete di fondo dei due grottini e della volta ad arco in mattoni alle pareti imbiancate, costellate di elementi d'arredo di chiaro artigianato etnico, ai tavoli in puro stile fratino.


Curiosario

Tra le tante "particolaritą", il locale ha alcune opere scolpite in legno, raffiguranti personaggi e scene di vita bucolica e, soprattutto, l'intera parete laterale sinistra della grotta più piccola costellata di icone di santi di ogni parte d'Italia e d'Europa, quasi a voler segnare un legame spirituale cosmico con la sacralità del territorio (siamo ai piedi del Santuario della Madonna di Montevergine, la mamma schiavona della fede popolare).